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Sulla proposta di intitolare Via Piave alla memoria di Jole Santelli, interviene il capogruppo Pd in consiglio comunale, Damiano Covelli. "La proposta di rinominare via Piave in via Jole Santelli, appare più una strumentalizzazione di una tragedia a fini elettorali che un sincero tributo al Presidente della Regione. È bene ricordare - afferma Damiano Cevelli - ai solerti consiglieri comunali che questa materia è disciplinata da una legge e da regolamenti e quindi è necessario che tutti i passaggi previsti siano rispettati. Tutto questo al fine di evitare una facile propaganda soprattutto in un momento come questo di forte emotività. Ancora di più se si pensa tra l'altro, che la materia è di stretta competenza della giunta e nessuna commissione consiliare e neanche il consiglio comunale può decidere in merito".
"Coloro che oggi - conclude il capogruppo del Pd in consiglio comunale - propongono scorciatoie lo fanno facendo finta di non conoscere le procedure ma soprattutto strumentalizzando ai fini elettorali la prematura scomparsa del Presidente della Regione. Basta con questi atteggiamenti populistici che non fanno onore e non rispettano la memoria di Jole Santelli.

Redazione
 

Ancora sono trascorsi pochissimi giorni dalla triste dipartita della Governatrice Jole Santelli ed i leghisti calabresi, dimostrando scarsa sensibilità, sono già andati, senza perdere tempo, in pellegrinaggio romano, a rapporto dal "Capitano" Matteo Salvini. Evidentemente è forte la preoccupazione più che fondata considerati gli ultimi risultati delle recenti amministrative e soprattutto delle elezioni comunali di Reggio Calabria, di riconfermare i 95.400 voti ( il 12,2%) che la Lega ha ottenuto nelle passate elezioni regionali del 26 gennaio e che gli hanno consentito la elezione di ben quattro consiglieri regionali. Ma questo avveniva quando il vento della Lega spirava forte in Calabria. Oggi la situazione è ben diversa. Il forte vento è divenuto un flebile venticello e gli ultimi sondaggi affidano alla Lega in Calabria non più del 6 - 7%. Crollo dovuto all'assenza di qualsiasi azione politica sul territorio, all'assenza di quadri dirigenti e al continuo commissariamento nei fatti del segretario regionale, il bergamasco Cristian Invernizzi e del suo Vice Walter Rauti, che, mai eletti con regolari congressi, sono stati imposti da Via Bellerio. All'incontro con Salvini hanno partecipato il vicepresidente e assessore alla Cultura Nino Spirlì, il coordinatore regionale Cristian Invernizzi, il deputato Domenico Furgiuele, il sindaco di Taurianova Roy Biasi, i consiglieri regionali Filippo Mancuso, Tilde Minasi, Pietro Molinaro, Pietro Raso, oltre al responsabile per gli Enti Locali Walter Rauti e al presidente di Sorical Cataldo Calabretta. Collegato da remoto l’eurodeputato Vincenzo Sofo. Il leader della Lega ha manifestato l'esigenza di individuare nelle liste candidati di qualità anche esterni alla Lega ed ha confermato la ricandidatura dei quattro consiglieri regionali uscenti. Inoltre Matteo Salvini ha anche annunciato di un prossimo incontro con Giorgia Meloni e Antonio Tajani per individuare un profilo condiviso per la candidatura a Governatore della Calabria per il centrodestra e che la Lega spera possa essere definito entro pochi giorni, al massimo entro la fine del mese. Quindi ancora una volta a tessere la tela sarà Matteo Salvini e a decidere sarà Matteo Salvini ripetendo quello che già è accaduto quando Salvini pose il veto sulla candidatura di Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza, consentendo a Silvio Berlusconi che oramai nel centrodestra conta sempre di meno, di puntare sulla compianta Jole Santelli.

Redazione

E ci risiamo, come sempre. E' già iniziato il mesto pellegrinaggio dei Big locali verso le stanze che contano nella Capitale. Stanze nelle quali si decideranno i nomi dei candidati alla Presidenza sia nel centrodestra che nel centrosinistra, anche se nel centrosinistra si discute anche dell'eventualità di un inedito accordo fra il Movimento 5 Stelle e il Pd, probabilmente perché qualcuno che è parte dello stato maggiore calabrese del Movimento 5 Stelle è ben cosciente che con la crisi in atto del Movimento i pentastellati hanno praticamente zero probabilità, correndo da soli di raggiungere l'altissimo quorum previsto che è quello dell'8%. Quorum che è necessario superare per avere diritto all'elezione dei consiglieri. Quorum altissimo e fortemente anticostituzionale ed antidemocratico. Infatti nelle elezioni regionali del 26 gennaio scorso sia il Movimento 5 Stelle con 59.796 voti ( il 7,3%)  che le liste civiche di Carlo Tansi ( pronto a ricandidarsi) con 58.700 voti (il 7,2%) non hanno eletto nessuno. Cioè 118.496 calabresi che hanno votato per effetto di una legge assurda e terribile non hanno alcuna rappresentanza in Consiglio. Mentre in altre Regioni liste che hanno preso il 2% e qualche migliaio di voti hanno eletto loro rappresentanti nei consigli regionali. Ma la situazione politica di oggi è molto diversa da quella del 26 gennaio. Nel centrodestra si è molto affievolito il vento impetuoso della lega che a gennaio prese ben 95.400 voti ( il 12,25%) contribuendo in modo determinante alla vittoria della compianta Governatrice Jole Santelli. Oggi la Lega secondo alcuni sondaggi in Calabria quoterebbe intorno al 6 - 7% con un calo di consensi considerevole dovuto anche all'assenza del partito sul territorio e alla mancanza di quadri dirigenti. Inoltre in Forza Italia vi è da risolvere in primis il rebus di chi sarà il coordinatore regionale del partito, incarico detenuto da anni dalla compianta Governatrice. Vi è anche da chiedersi se all'interno del centrodestra la candidatura spetterà ancora a Forza Italia e se andrà nuovamente a qualche rappresentante del partito di Cosenza. Ed in tal caso i nomi più gettonati rimangono quelli del deputato Roberto Occhiuto e dell'assessore regionale Gianluca Gallo. Particolare di non secondaria importanza dato che Catanzaro da anni senza nessun Governatore scalpita a più non posso con il Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, e con la deputata Wanda Ferro di Fratelli d'Italia. Per Forza Italia tutto dipenderà da chi sceglierà Berlusconi per la guida del partito. Quindi, ancora una volta, i destini della Calabria, per il centrodestra, saranno in mano a Berlusconi, a Salvini con la speranza che non ponga anche in questa occasione qualche veto e alla Meloni. Vi è da giurare che i pellegrinaggi saranno tanti e continui. Nel centrosinistra salgono le quotazioni del giovane vicepresidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, forte dei tanti consensi avuti nella sua elezione, anche se ricompare il nome dell'ex Ministro Marco Minniti. Sembra sfumare il nome di Giuseppe Falcomatà appena rieletto a Sindaco di Reggio Calabria. Mentre per i pentastellati continuano a circolare i nomi delle Europarlamentare Laura Ferrara e della sottosegretaria Anna Laura Orrico e, anche se sottovoce, anche quello del senatore Nicola Morra, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Redazione

Dal profilo facebook di Claudio Martelli, già vicesegretario nazionael del Psi e già ministro di Grazia e Giusizia, pubblichiamo un suo scritto in memoria di Jole Santelli, che, giovanissima, aderì al Psi e che nutriva per Claudio Martelli grande ammirazione e stima.


"Grazie Jole per la passione politica che hai acceso nella tua giovinezza e in quella di tanti tuoi coetanei conquistati dal fuoco che ti ha fatto ardere tutta la vita. Grazie per non aver mai tradito la tua giovinezza socialista assetata di giustizia – giustizia per la tua Calabria e per il tuo Sud, giustizia per tutte le vittime dell’estrema povertà, della violenza mafiosa e del dispotismo burocratico e giudiziario. Grazie per la coerenza inflessibile con cui hai perseguito i tuoi ideali collaborando con Marcello Pera per inserire le regole del giusto processo nella nostra Costituzione. Grazie, dieci anni dopo il massacro di Capaci, per aver riportato Giovanni Falcone, la sua memoria e il suo esempio al Ministero di Grazia e Giustizia, là dove più era più importante che il suo insegnamento tornasse a parlare e a vivere. Grazie per aver riportato anche me in quelle aule dopo dieci anni di ostracismo dettato da quei nemici di Falcone che dopo averlo combattuto in vita hanno cercato e ancora cercano di appropriarsene da morto.
Cara Jole Santelli, prima donna italiana eletta presidente di Regione dal suo popolo, un male incurabile che non ti ha mai piegata ti ha portato via mentre ti prendevi cura non della tua ma della salute dei tuoi concittadini. Di sicuro non ti dimenticheranno come non ti dimenticheremo tutti noi che ti abbiamo conosciuto e ti abbiamo voluto bene colmi di ammirazione per come hai vissuto, per la tua integrità e per le prove del tuo coraggio".
Claudio Martelli

Come il “Leone socialista”, che ci lasciò mentre stava lavorando, da amato Sindaco, per rendere Cosenza una città europea, la Governatrice ha dimostrato, sino al “game over”, grande voglia di rinnovare questa tormentata regione, genuina passione politica e anche una giusta dose di ottimismo e di allegria. Un’esperienza, purtroppo, troppo breve, ma intensa. Durante i mesi della pandemia, Jole ha guidato, con fermezza e grinta, la giunta, fronteggiando l’attacco del virus. E la Calabria è stata l’unica regione a meritare dagli esperti di Bruxelles il bollino verde.

Stavolta, il premier, Giuseppe Conte, non merita critiche. Ma elogi. È giunto  a Cosenza, lasciando il vertice UE, per partecipare all’ultimo saluto alla Governatrice della Calabria eletta, in gennaio, come candidata del centrodestra. Una presenza, quella di Conte,  molto apprezzata dai familiari di Jole e dai cittadini calabresi.  Chi sostituirà, anche pro-tempore, la Presidente, si dimostri all’altezza del programma della Santelli. E, soprattutto, dell’aspirazione al rinnovamento, espresso dagli elettori, nel gennaio 2020. Indietro, la Calabria non deve tornare.

Un abbraccio, carissima Jole, e grazie!

di Pietro Mancini
 
Fonte: www.affaritaliani.it 
 
 

I calabresi piangono sinceramente e con commozione la dipartita della Governatrice della Calabria, Jole Santelli, e la partecipazione alla cerimonia funebre ne è stata la conferma ma il mondo politico, ovviamente non tutto, è sempre un mondo nel quale i lati oscuri dell'uomo spesso prevalgono. Il grande Giulio Andreotti soleva sostenere che "nella politica affiora sempre la parte peggiore dell'uomo" ed aveva ragione. A confermare tale tesi la denuncia del capogruppo di "Io resto in Calabria", il consigliere regionale Marcello Anastasi. "È davvero squallido quanto sta avvenendo in queste ore - afferma il consigliere Anastasi - ed è anche difficile parlarne mentre tutta la Calabria si unisce e si commuove nell'ultimo saluto alla presidente Jole Santelli. Ma credo che certe cose vadano sempre e comunque denunciate perché la Calabria non può più essere piegata alle vecchie logiche di ricerca del consenso ad ogni costo. Accade che ci sia già qualcuno che chiede voti alle persone pensando che una tragedia possa essere usata come occasione per riconquistare posti di potere e privilegi". Sembra incredibile ma è così. Vi è già chi ritiene di essere in campagna elettorale sia per riconfermare la poltrona o per riconquistarla. E vi è già chi pensa a chi potrebbe essere il candidato del centrodestra facendo circolare i nomi di Sergio Abramo, il sindaco di Catanzaro benvoluto da Matteo Salvini, di Wanda Ferro molto legata alla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni e di Roberto Occhiuto, deputato di Forza Italia. Mentre nel centrosinistra chi pensa ad una eventuale alleanza del Pd con i pentastellati auspicando la candidatura dell'Europarlamentare Laura Ferrara o della sottosegretaria Anna Laura Orrico e chi, invece, pensa ad un candidato del Pd, fra il giovane Vicepresidente del Consiglio Regionale, Nicola Irto o il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, fresco di vittoria contro il candidato a sindaco della Lega, Antonino Minicuci. Inoltre il capogruppo di "Io Resto in Calabria" ha sostenuto che "La Calabria ha davanti a sé  un periodo molto difficile da affrontare ed è necessario che ognuno faccia la propria parte prendendo coscienza della situazione di incertezza in cui tutti noi ci troviamo. In queste ore più che mai serve serietà e senso di responsabilità". "I calabresi pretendono che chi ricopre o aspira a ricoprire cariche istituzionali si occupi solo dei loro problemi quotidiani - conclude il consigliere Marcello Anastasi" e non daranno alcuno spazio al cinismo di chi, mentre un'intera regione è in lutto, già pensa a come poter ritornare in pista per accaparrarsi una poltrona". Non possiamo che augurarci che quanto auspicato dal consigliere Marcello Anastasi possa realmente verificarsi.

Redazione

Che Jole Santelli fosse amata ed ammirata da tutti coloro i quali hanno avuto il piacere di conoscerla non vi era dubbio alcuno, ma il cordoglio e la partecipazione addolorata alla sua prematura scomparsa avvalora e certifica quanto fosse stimata e benvoluta. Al suo rito funebre, tenuto presso la Chiesa di San Nicola a Cosenza ha voluto partecipare il Premier, Giuseppe Conte, il Ministro dell'Interno, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il vice presidente della Camera, Ettore Rosato, il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. Presente anche il vicepresidente nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, la senatrice Renata Polverini, il senatore Maurizio Gasparri, tanti altri parlamentari, numerosi consiglieri regionali e assessori e, dinanzi la Chiesa, tanti e tanti cosentini che hanno salutato per l'ultima volta la loro Governatrice. A officiare il rito funebre l'Arcivescovo di Cosenza - Bisignano, mons. Francesco Nolè. Nella sentita e seguita omelia mons. Nolè ha affermato " Ringraziamo il Signore per il lascito della testimonianza di dignità, di delicatezza, del coraggio con il quale ha affrontato il suo dolore. Jole è stata una donna intelligente, preparata e determinata.  Con la sua elezione a Presidente si era accesa una luce rosa su questa nostra terra che dobbiamo tenere viva. Cosa ci lascia Jole come testamento e testimonianza di cui fare tesoro? La dignità, la riservatezza e la sua delicatezza, non cedendo mai alle provocazioni". "Una donna schietta, autentica, innamorata della sua terra, la Calabria. Appena venne eletta presidente della Regione - ha affermato il Premier Giuseppe Conte - mi dichiarò subito la volontà di voler collaborare con il governo, con massima lealtà, nell’interesse dei suoi conterranei. E così ha fatto". "Un grande dolore per una grande donna. L'ho sentita di recente e quando le ho chiesto se aveva paura del Covid lei mi ha detto - ha sostenuto la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati - di no perché era abituata a combattere tutti i giorni con la sua malattia". Un rito funebre partecipato, commosso, sincero per una donna che ha saputo tessere con la sua empatia e la sua voglia di vivere rapporti solidi e reali, che ha saputo lasciare una forte impronta della sua vita terrena stroncata ancora giovane da un male incurabile. Nel suo nome e nella sua grande lezione di vita certamente i calabresi ed i cosentini non la dimenticheranno.

Redazione



 

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